Glossario delle Scoperte Gastronomiche: P di Porridge

P di Porridge

Se qualche anno fa mi avessero detto che un giorno avrei iniziato le mie mattinate con del porridge fumante:

  1. Per prima cosa avrei googlato il termine porridge.
  2. Poi, una volta appreso cosa fosse il porridge, mi sarei ulteriormente convinta che non avrei mai potuto cambiare la mia daily routine in fatto di colazioni.

Questo perché, un po’ per abitudine e un po’ per esigenze di tempo, per me la colazione è sempre stata contraddistinta dall’indiscutibile e indissolubile binomio: caffelatte + biscotti (o fette biscottate o brioche o muffin o una fetta di ciambellone o di torta di mele o di crostata).

Poi a forza di veder sbandierare sui vari social foto variopinte e briose raffiguranti tazze di oatmeal #verydelicious mi sono dovuta ricredere e, come è successo anche con l’avocado, ho capito che la pappa d’avena non è soltanto un piatto altamente instagrammabile, ma anche un modo di fare colazione buono e sano.

Per questo motivo, il porridge, ovvero una zuppa a base di fiocchi d’avena, di origine anglosassone, oltre a diventare la star di molte delle mie colazioni (soprattutto nei fine settimana), si è aggiudicato anche un posto di diritto alla P del Glossario delle Scoperte Gastronomiche.

In rete sono presenti innumerevoli modi per preparare il porridge. Dopo vari tentativi, ora mi trovo bene con la seguente ricetta.

Ingredienti per una tazza (bella capiente) di porridge:

  • 4 cucchiai di fiocchi d’avena
  • 100 ml di latte parzialmente scremato
  • 100 ml di acqua
  • un pizzico di sale
  • 2 cucchiaini di miele

Procedimento

Metto il latte e l’acqua in un pentolino.

Verso nel suddetto pentolino i fiocchi d’avena e faccio cuocere a fiamma moderata, mescolando spesso.

Una volta raggiunta l’ebollizione lascio cuocere a fiamma bassa per circa 6-7 minuti.

Aggiungo un pizzico di sale e termino la cottura per ancora un paio di minuti, o comunque fino a quando il composto di latte, acqua e avena avrà raggiunto una consistenza cremosa.

Tolgo dal fuoco e dolcifico con il miele.

A questo punto arriva il momento più divertente. Quello in cui ci si può sbizzarrire, arricchendo il porridge di sapori e colori con i più svariati ingredienti, a seconda dei gusti. A titolo esemplificativo, si potranno unire alla zuppa d’avena:

  • frutta fresca di stagione a pezzetini
  • frutta secca (mandorle, noci, nocciole, ecc.)
  • frutta essiccata (mirtilli rossi essiccati, uvetta, prugne secche, albicocche secche, cocco essiccato in scaglie, ecc.)
  • semi (di zucca, di chia, di lino, ecc.)
  • cereali soffiati (riso, farro, mais, ecc.)
  • eventuali golosità varie (cubetti di cioccolato, biscotti secchi a pezzettini, marmellata del gusto preferito, ecc.)

Di seguito alcune mie versioni.

Porridge kiwi e noci
Porridge con kiwi e noci
Porridge banana datteri cannella
Porridge con banana, datteri e cannella
Porridge ciliegie e gocce di cioccolato
Porridge con ciliegie e gocce di cioccolato fondente

 

E voi vi siete mai cimentati in colazioni a base di porridge? Magari siete già degli esperti cucinieri e consumatori di zuppe d’avena. In questo caso, se vi va, suggerite pure tra i commenti come lo preparate, o la vostra versione preferita. Grazie per la lettura e buone colazioni a tutti!

 

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