San Martino, castagnaccio e vino.

Castagnaccio

Non avevo mai assaggiato il castagnaccio. Tra riviste e siti di cucina, mi ero spesso imbattuta in articoli riguardanti la sua preparazione, ma mangiarlo, quello non l’avevo mai fatto. Fino a quando l’altro giorno in panetteria ho visto esposto un vero castagnaccio. Profumato e dai colori deliziosamente autunnali, il castagnaccio è arrivato a casa con me per una prova assaggio.

E non avrei mai pensato che l’incontro tra farina di castagne, pinoli e uvetta mi sarebbe piaciuto così tanto.

Ho deciso così di riprodurne una copia anche a casa. Semplicissimo da preparare, eccovi la ricetta del mio primo castagnaccio.

Ingredienti per una teglia da 38 cm x 27 cm:

  • 200 g di farina di castagne
  • 100 g di pinoli
  • 50 g di uva sultanina
  • 50 g di zucchero semolato
  • un pizzico di sale
  • 5 cucchiai di olio EVO
  • 2 rametti di rosmarino
  • un bicchiere e mezzo d’acqua

ingredienti castagnaccio

 

Procedimento

Ho messo l’uvetta a bagno per circa 15 minuti. Dopodiché l’ho scolata e asciugata.

Ho setacciato la farina di castagne.

setaccio farina

Ho aggiunto lo zucchero, 3 cucchiai di olio e il sale, mescolando e amalgamando il tutto.

olio zucchero sale

A questo punto ho iniziato ad aggiungere l’acqua, mescolando fino ad ottenere un composto fluido.

acqua

A questo impasto ho unito ¾ dei pinoli e dell’uvetta, continuando sempre a mescolare.

pinoli uvetta

Ho unto la teglia con un cucchiaio di olio. Vi ho versato delicatamente il composto, ho cosparso la superficie con l’uvetta e i pinoli rimasti, qualche foglia di rosmarino e un cucchiaio di olio.

castagnaccio precottura

Ho infornato in forno preriscaldato a 220° per i primi 10 minuti.

Ho poi abbassato la temperatura a 200° e ho continuato la cottura per altri 30 minuti circa.

Ho sfornato nel momento in cui hanno iniziato a formarsi delle piccole crepe in superficie, segno che il composto si è solidificato e che il castagnaccio è cotto.

crepe in superficie

castagnaccio appena sfornato

Una volta sfornato, l’ho lasciato raffreddare per una mezz’ora e poi ho allestito una merenda autunnale a base di castagnaccio.

castagnaccio 2

castagnaccio 3

castagnaccio 4

castagnaccio 5

 

Il ciambellone di Achille

A differenza di quanto dicevo recentemente, le ultime sono state delle settimane decisamente autunnali. Il forno è stato riacceso. E il primo dolce che ha inaugurato quest’inizio di stagione è stato nientepopodimeno che… un ciambellone!

ciambellone di Achille

Non è la prima volta che mi cimento nel più classico tra i classici in tema di dolci. Il mio cavallo di battaglia è il ciambellone allo yogurt, ma all’occorrenza posso anche tramutare zucche in ciambelloni o dare nuova forma ad un panettone.

Stavolta ho preparato un ciambellone con ingredienti semplici che nella maggior parte dei casi troviamo nelle nostre dispense. E ho avuto un’aiutante speciale: Nonna Papera in persona, anzi, in formato cartaceo.

Manuale di Nonna Papera

Preparare il Ciambellone di Achille, seguendo la ricetta presa dal suo prezioso manuale (così bello, retrò e pieno di informazioni utili come Il Cucchiaio) è stato un po’ come averla accanto, pronta a darmi dritte e consigli nell’ipotesi in cui le operazioni di acciambellamento non andassero proprio per il verso giusto.

Ho documentato la ricetta in tempo reale sulle storie di Instagram. A proposito se volete vedere alcuni dei miei esperimenti in cucina, seguitemi. Anche lì sono Monnasimo.

Intanto qui sotto, vi metto il resoconto fotografico della ricetta, lo stesso racconto che potete trovare sul mio profilo instragram nella raccolta CiambelloneStory.

ciambellone 1

ciambellone 2

ciambellone 3

ciambellone 4

ciambellone 5

ciambellone 6

ciambellone appena sfornato

L’ho tolto dallo stampo e, prima di procedere al taglio e al relativo assaggio, ho aspettato un paio d’ore, il tempo di farlo raffreddare per bene.

ciambellone achille

Giudizio post-assaggio

A tutti gli effetti, è lui il vero ed autentico ciambellone della nonna. Il tradizionale e classico dolce fatto in casa, che sa di casa e ha il tepore di casa. Proprio come una copertina di flanella, è un comfort food che ha il gusto di una merenda semplice e buona, pronta a rincuorarti nel caso in cui ce ne fosse la necessità.

Inutile dire che è durato giusto due giorni, ovvero due colazioni e qualche snack fuori pasto.

fettine ciambellone

Finché c’è ottobre c’è insalata di pasta (con primosale e pomodorini gratinati).

pasta pomodori gratinati e primosale

Devo dire che un’ottobrata così non si presentava da anni. Calda, assolata e decisamente lontana da qualsiasi concetto di autunno freddo e grigio. Anche i menù si sono adeguati al clima. E se solitamente in questa stagione sono solita dare inizio al periodo delle comfort soup, ho deciso di concedermi, ancora per qualche pranzo, delle insalate di pasta dal sapore tardo estivo, da gustare sotto il tepore di questo bel sole d’ottobre.

Quella che vi propongo è un’insalata di pasta un po’ più “laboriosa” delle altre. Nel senso che richiede un passaggio di previa cottura di uno degli ingredienti base. Ma è anche l’ingrediente che fa la differenza da tutte le altre comunissime insalate di pasta. Trattasi nello specifico di pomodori ciliegino, che dovranno essere cotti in forno con una panatura aromatizzata all’origano e poi aggiunti alla pasta. Per il resto, il procedimento è identico a quello di tutte altre paste fredde. Ad ogni modo, vi lascio qui sotto il racconto dettagliato di questa insalata di pasta con primosale e pomodorini gratinati. Pasta e verdure al forno potrebbe sembrare un’abbinata insolita. Io ero scettica al riguardo, ma è bastato un primo assaggio e ne sono subito rimasta piacevolmente sorpresa.

Ingredienti per 2 persone:

  • 180 g di pasta corta
  • una dozzina di pomodori ciliegino
  • un formaggio primosale da 190 g
  • 30 g di pane grattugiato
  • origano essiccato q.b.
  • aglio in polvere q.b.
  • una manciata di capperi sotto sale
  • 3 cucchiai di olio EVO
  • un pizzico di sale e pepe

ingredienti pasta e primosale

 

Procedimento

Ho iniziato preparando la panure per i pomodori da gratinare. Ho unito l’origano al pangrattato. Ho aggiunto due cucchiaio di olio, un pizzico di sale e ho amalgamato il tutto.

panatura pomodorini

Ho tagliato i pomodorini a metà e li ho riempiti con la panure. Li ho cotti in forno ventilato a 200° per circa 20 minuti.

pomodori ciliegino gratinati

Mentre i pomodorini erano in cottura ho messo a cuocere la pasta e ho tagliato il primosale a cubetti. Ho messo i capperi a dissalare immergendoli in una tazza con dell’acqua per una decina di minuti.

Ho scolato la pasta al dente e l’ho sciacquata sotto l’acqua corrente per fermarne la cottura. Dopodiché l’ho lasciata raffreddare in una terrina capiente.

Ho poi aggiunto tutti gli ingredienti, ovvero i pomodorini gratinati, il primosale, i capperi e un pizzico di sale e pepe. Alla fine ho mescolato il tutto aggiungendo giusto un filo d’olio EVO.

pasta fredda pomodorini gratinati e primosale

 

insalata di pasta pomodorini gratinati

 

insalata di pasta primosale e pomodorini gratinati

 

Ruote con zucchine e salsiccia, ovvero breve storia delle rotelline ritrovate.

ruote zucchine e salsiccia

L’altro giorno ho fatto spesa in un supermercato diverso da quello in cui vado di solito. E lì casualmente mi sono imbattuta in un prodotto da Viaggio Nel Tempo. Era situato al reparto della pasta. Aveva la forma di tante rotelline. Credevo davvero si fossero estinte quelle rotelle lì. In un regno pastaiolo dominato da penne rigate e spaghetti n. 5, io le ruote non le avevo davvero più riviste. Ma talvolta cambiare (anche se solo supermercato) può avere dei benefici. E le ruote fatte con semola di grano duro sono tornate, dopo tanto tempo, a casa con me.

ruote 1

Perché quando parlo di queste ruote mi riferisco a loro come ad un prodotto da Viaggio Nel Tempo? Perché c’è stato un periodo (indicativamente negli stessi anni in cui iniziavo a conoscere questo libro qui) in cui le rotelline erano uno dei miei formati di pasta preferiti. Essendo di una forma poco comune, non venivano cucinate spesso, sicché trovare un piatto di rotelle fumanti (condite con un sughetto al pomodoro o più semplicemente in bianco col burro) era per me motivo di gioioso stupore e festosa esultanza.

ruote 2

Stavolta non le ho soltanto mangiate, ma sono stata anche parte attiva nella preparazione del condimento. Come da tradizione le ho cucinate con pochi e semplici ingredienti. E con immenso giubilo ruote con zucchine e salsiccia ho portato a tavola.

Ingredienti per 2 persone:

  • 160 g di ruote
  • 2 zucchine (circa 300 g)
  • una salsiccia (80 g)
  • ½ bicchiere di vino bianco (100 ml)
  • ½ cipolla bianca
  • 2 cucchiai di olio EVO
  • sale e pepe q.b.

Procedimento

Ho messo a bollire l’acqua per le ruote.

Nel frattempo in una padella ho iniziato a soffriggere in due cucchiai di olio la cipolla tagliata a cubetti.

soffritto di cipolla

Ho sgranato la salsiccia e l’ho aggiunta al soffritto di cipolla, lasciandola cuocere per qualche minuto.

cipolla e salsiccia

Ho poi versato il mezzo bicchiere di vino bianco.

Ho lasciato evaporare il vino, dopodiché ho aggiunto le zucchine tagliate anch’esse in piccoli pezzi.

zucchine

Ho fatto cuocere il tutto per 15 minuti a fuoco medio. Ho scolato le ruote, che nel mentre avevo messo in cottura, belle al dente e le ho saltate nella padella con il condimento, per circa un minuto, il tempo di farle insaporire.

ruote zucchine e salsiccia 2

ruote zucchine e salsiccia 3

 

Recensione post-pranzo

Non sottovalutiamole, le rotelline! In questo caso gli ingredienti (zucchine e salsiccia) vanno ad incastrarsi nei raggi delle ruote, agevolandone la presa con la forchetta, cosa che non succede con una mezza penna, un fusillo o una farfalla, per esempio. Consigliatissime per un’insalata di pasta.

ruote zucchine e salsiccia 4

ruote zucchine e salsiccia 5

Uova in camicia (con l’aiutino): come usare un cuoci uovo in silicone.

uovo in camicia

Sono entrata nuovamente in un negozio Tiger.

E nuovamente ne sono uscita con cose di evidente (e più che necessaria) utilità.

shopping tiger

Di seguito l’inventario di questo mini shopping.

  • Una matitina touch screen di un incantevole color magenta.
  • Un quadernetto a righe dall’aria soavemente retrò.
  • Due pennareli di due diversi colori: argento e oro. Thumbs up per la tonalità oro, perché ho sempre desiderato un pennarello dalla scrivenza dorata, ma non l’ho mai avuto. Bene, ora ce l’ho!
  • Un temperamatite 3 in 1. Anche qui stesse motivazioni di cui sopra. Mai avuto un temperino per tre diverse misure di matite. E mica lo potevo lasciare lì.
  • Una tintinnante scatolina in latta contenente delle super rinfrescanti caramelle alla menta piperita.
  • Una confezione da 20 sacchetti a chiusura ermetica con stampate delle facce mostruosamente simpatiche.
  • Due bustine di mini grissini al gusto pizza. L’altra non è presente in foto, perché è stata oggetto di una prova assaggio nel tragitto di ritorno a casa. Comunque sì, ci sono pomodoro e origano e il gusto pizza si sente, molto lontanamente sembrerebbe quello di una pizza alla marinara.
  • Un praticissimo set composto da due egg pouchers, ovvero delle formine in silicone per preparare le uova in camicia.

Eccolo qui, nel dettaglio, il nuovo collaboratore appena entrato a far parte del team utensili di cui si potrebbe anche fare a meno ma, visto che ci sono, perché non utilizzarli?

stampo uova in camicia

stampo uova in camicia 2

cuociuova silicone

Arivata a casa ne ho subito testato la reale efficienza. L’uovo in camicia a volte mi riesce alla perfezione, a volte un po’ meno. A test ultimato posso dire che questo cuoci uova riesce a facilitare il tutto, rendendo più semplici e veloci i pochi ma essenziali passaggi nella preparazione dell’uovo poché, soprattutto se si volessero cuocere più uova contemporaneamente.

Come usare il cuoci uovo in camicia

Ho messo a bollire dell’acqua in un pentolino.

Ho unto il cuoci uovo con qualche goccia di olio.

Ho adagiato l’ovetto nel cuoci uovo.

preparazione uova in camicia 1

 

Giunta l’acqua ad ebollizione, ho messo delicatamente il cuoci uovo a galleggiare in pentola e ho lasciato cuocere con il coperchio per 4 minuti a fiamma moderata.

preparazione uova in camicia 2

Trascorso il tempo di cottura necessario, con un mestolo ho prelevato il cuoci uovo e con l’aiuto di un cucchiaino ho fatto sgusciare l’uovo dal silicone.

uovo in camicia cotto

 

Su una fettina di pane tostato ho posato l’uovo…

uovo in camicia 1

uovo in camicia 2

…e l’ho condito con un pizzico di sale e pepe.

uovo in camicia 3

 

Et voilà l’uovo poché preparato con l’apposito stampino è cotto e impiattato in pochi minuti con il suo bel tuorlo fuso, pronto per essere mangiato (magari sopra un goloso  avocado toast).

uovo in camicia 4

uovo in camicia 5

Le patatine stick cotte in forno finiscono sempre subito.

stick patate salsa yogurt

La salsina allo yogurt è stata prontamente utilizzata per arricchire di sapore delle croccanti patatine.

Ma non delle patatine qualsiasi.

Trattasi nello specifico di patatine stick cotte in forno. Un po’ più light delle classiche fritte, queste patate qui ne conservano lo stesso gusto e sono anche molto più croccanti.

Per avere una precisa forma a stick ho usato un apposito aggeggino, di cui si può fare anche a meno, ma che in questo caso mi ha aiutato a velocizzare il taglio delle patate.

taglia verdure

Se non si dispone di questo taglia frutta e verdura si può anche fare tranquillamente con un comunissimo coltello da cucina.

Procedo con il raccontarvi come ho preparato le patatine. Io ne ho sfornata solo una piccola teglia, diciamo l’equivalente per due persone, quindi per sfamare più convitati regolatevi aumentando il quantitativo di ingredienti. Ho usato delle patate “adatte a tutti gli usi”, come da etichetta della retina che le conteneva.

Ingredienti:

  • 700 g di patate
  • 2 cucchiai di olio EVO
  • sale q.b.

Procedimento

Ho sbucciato e tagliato le patate con il taglia frutta e verdura.

taglio patate stick

taglio patate stick 2

 

Dopo averle tagliate, ho lavato le patate e le ho fatte asciugare stendendole su un canovaccio pulito. Operazione, quest’ultima, necessaria proprio a dare croccantezza alle patate.

asciugatura-patate.jpg

 

Ho steso gli stick di patate, senza sovrapporli, su una teglia ricoperta con carta forno e le ho cosparse con un filo d’olio. Le ho infornate in forno ventilato a 200° per circa 30 minuti.

patate teglia

Ho aggiunto il sale a fine cottura, una volta sfornate.

patate appena sfornate

stick patate al forno

 

Giudizio post-assaggio

C’è solo una cosa da dire riguardo alle patatine in stick. Che finiscono sempre subito. E anche queste sono state fatte fuori in poco più di un nanosecondo.

patatine e salsa yogurt

stick di patate al forno

 

Un’alternativa facile alla maionese: la salsa allo yogurt.

Non sono molto abile nel preparare la maionese. Sto sperimentando con tentativi non ancora trionfanti diverse ricette della celebre salsa a base di uova e olio. Un’alternativa homemade ce l’ho comunque.

L’alternativa in questione si chiama salsa allo yogurt. Il sapore è ben lontano da quello della maionese. Malgrado ciò, si presta ottimamente ad esaltare con gusto delicato e fresco piatti di carne, pesce e sfiziosità varie.

Vi racconto con foto e didascalie come la preparo.

Ingredienti:

  • 125 g di yogurt magro (un vasetto)
  • un cucchiaio di olio EVO
  • il succo di mezzo limone
  • un pizzico di aglio in polvere
  • un mazzetto di prezzemolo
  • sale q.b.

ingredienti salsa maionese

 

Procedimento

salsa yogurt step 1
In una ciotola metto yogurt e olio, e li mescolo per bene.

 

salsa yogurt step 2
Verso il succo del mezzo limone, sempre continuando a mescolare.

 

salsa allo yogurt step 3
Alla fine aggiungo l’aglio, il prezzemolo tritato, il sale e amalgamo il tutto.

 

E la salsa allo yogurt (o finta maionese) è subito pronta.

salsa allo yogurt

 

Io l’ho preparata sabato scorso. E’ andata ad accompagnare un piatto che ogni volta trova il favore della generalità dei commensali, grandi e piccoli. Appuntamento al prossimo post per i dettagli.

Ciambellone con succo di frutta senza usare la bilancia

ciambellone con succo di frutta senza usare la bilancia

Tempo fa avevo raccontato della mia prima esperienza in fatto di ciambelloni. Non disponevo di una bilancia all’epoca, e così mi arrangiai con il metodo del barattolino di yogurt come dosatore. Tuttora, quando voglio far veloce, ricorro a questo escamotage, senza considerare che in ogni caso il ciambellone allo yogurt mi piace, e anche tanto.

Sabato scorso, complice una lieve diminuzione delle temperature, mi sono decisa a riaccendere il forno per preparare un dolcetto. Era da fine giugno che non bazzicavo il reparto Kit Dolci* ubicato sul secondo scaffale della credenza, e volevo creare qualcosa di diverso.

L’ispirazione è arrivata bevendo un succo di frutta. Un comunissimo succo di frutta all’albicocca di quelli nei brick da 200 ml dotati di cannuccia.

succo di frutta

La mia idea era quella di fare un altro ciambellone senza avvalermi della bilancia. E così ho fatto. Ho preso un altro brick di succo. L’ho svuotato, tenendo da parte il succo per utilizzarlo nella ricetta, e ho poi dosato zucchero e farina usando il contenitore vuoto come unità di misura. Di seguito vi spiego meglio come ho realizzato il ciambellone con succo di frutta senza bilancia.

Ingredienti per uno stampo del diametro di 24 cm:

  • succo di frutta all’albicocca (un brick da 200 ml)
  • un brick di zucchero
  • 3 uova
  • 2 brick di farina tipo 00
  • una bustina di lievito per dolci
  • una bustina di vanillina
  • 4 cucchiaini di olio di semi di girasole
  • zucchero a velo q.b.

Procedimento

In un bicchiere ho versato il succo di frutta per andarlo poi ad usare in seguito.

succo frutta

 

Ho tagliato l’estremità superiore del brick in modo da ottenere un dosatore per gli atri ingredienti.

cartone-succo-frutta.jpg

 

In una ciotola ho versato le uova e un brick di zucchero, e ho mescolato con la frusta elettrica.

zucchero

 

Ho unito al composto due brick di farina.

farina

 

Sempre continuando a mescolare, ho versato il succo di frutta.

succo all'albicocca

 

Alla fine ho aggiunto l’olio, la vanillina e il lievito. Amalgamando il tutto, ho ottenuto il seguente composto.

impasto ciambellone al succo di frutta

ciambellone pre-cottura

Ho cotto in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti.

Sfornato e lasciato raffreddare, ho cosparso la superficie del ciambellone con dello zucchero a velo e ho proceduto con merenda e contestuale prova assaggio.

ciambellone succo frutta all'albicocca

ciambellone succo frutta 3

ciambellone succo frutta 4

 

Giudizio post-assaggio

E’ il classico ciambellone. Dolce al punto giusto, si presta ottimamente anche ad essere farcito con Nutella (o creme spalmabili similari) e marmellate varie. Ma come tutti i ciambelloni che si rispettino, adempie in modo più che esaustivo alla sua funzione primaria: quella di essere tuffato nel caffellatte a colazione. Provatelo e fatemi sapere!

ciambellone succo frutta 5

 

* Semplice ma utile dritta per provare a mettere ordine (o dare una parvenza di organizzazione) tra gli scaffali della cucina. Ho creato un’apposita area dolci. Lievito, vanillina, gocce di cioccolato, granella di zucchero e zucchero a velo, stampi per biscotti, sac a poche e vari altri utensili sono tutti collocati in un apposito cestino. Così mi basta soltanto tirare fuori il cesto per avere tutto a portata di mano, per poi riporlo nel suo scaffale una volta finito di pasticciare. E’ un banalissimo modo di sistemare la credenza ma per me, che non sono il prototipo della persona super ordinata, è stata la svolta in fatto di organizzazione domestica.

Penne con salsa di pomodoro fresco preparata proprio sul momento

penne salsa pomodoro fresco

Quella che trovate di seguito è la ricetta di una pasta con una salsa che ho preparato con dei prodotti che l’orto in questo periodo offre in abbondanza.

Mi riferisco a:

Pomodori San Marzano

pomodori San Marzano

San Marzano

 

Basilico

basilico

Il gusto di questa pasta è quello tipico dell’estate. I pomodori hanno il vero sapore del pomodoro. Dolci e succosi, di loro non ci si stanca mai in questa stagione. Sono i pomodori i veri protagonisti vegetariani delle tavolate estive, sia a crudo in insalata, sia cotti al forno, magari insieme ad altre verdure. Riguardo al basilico mi sembra quasi superfluo sottolineare quanto questa erba aromatica rappresenti il profumo e l’essenza di questi mesi estivi. Basta una semplice piantina di basilico sul davanzale di una finestra ed è subito bella stagione.

Queste penne con salsa di pomodoro fresco sono state cucinate in tutta fretta per una cena pre-ferragostana imbastita in tarda serata e un po’ alla bell’e meglio, giusto con quello che si aveva a disposizione. La salsa per essere una vera e propria salsa, avrebbe dovuto essere passata al passaverdure per eliminare le bucce. Ma non avevo proprio il tempo di procedere a questa operazione, e vi assicuro che anche così, rimane comunque bella densa e corposa. Se vi va, provatela, poi mi farete sapere.

Ingredienti per 2 persone:

  • 180 g di penne ziti
  • mezzo chilo di pomodori San Marzano maturi
  • 3-4 foglie di basilico
  • uno spicchio d’aglio
  • 2 cucchiai di olio EVO
  • sale q.b.

Procedimento

Ho tagliato i pomodori in piccoli pezzi.

pomodori

Ho versato l’olio in una padella e ho messo a soffriggere lo spicchio d’aglio.

soffritto aglio

Dopo un paio di minuti ho versato i pomodori, ho aggiunto il sale e ho lasciato cuocere a fiamma moderata con il coperchio per una ventina di minuti.

pomodori cottura

Nel frattempo ho messo a cuocere la pasta.

A fine cottura ho aggiunto il basilico spezzettato grossolanamente.

pomodoro basilico

Cotta e scolata la pasta, l’ho poi ripassata in padella.

penne al pomodoro

 

Ed è stata poi impiattata così, in tutta la sua semplicità di pasta buona e con verdure di stagione.

penne salsa pomodoro fresco 3

penne ziti al pomodoro fresco

Cocco è bello.

Un’estate fa ero appena appena, ma giusto solo un po’, andata in fissa con l’aloe vera.

Quest’anno all’amatissima pianta lenitiva e rinfrescante, si è affiancato un altro prodotto di origine vegetale. Molto diverso dall’aloe, ma ugualmente dotato di molteplici funzioni. Documentandomi in internet ho potuto apprendere che ha un sacco di proprietà. Ne cito alcune: nutrienti, lenitive, idratanti, emollienti.

Recentemente è stato il cocco, e nello specifico il relativo olio, il sovrano in carica nel mio beauty case da viaggio. Prodottini a base di Cocos Nucifera Oil mi hanno seguita per un breve soggiorno marittimo, e al ritorno quegli stessi flaconcini hanno deciso di terminare la loro villeggatura a casa, nell’armadietto del bagno, in un apposito scaffale che ho estrosamente e bizzarramente chiamato Il Piccolo Regno del Coconut Oil, pensate un po’. Quanta fantasia può scaturire da una semplice credenzietta bianca, alla cui apertura si sprigiona un tale profumo di cocco che quasi sembra di essere teletrasportati in una spiaggia polinesiana. Io non ci sono mai stata in Polinesia, ma olfattivamente me la immagino proprio così, e cioè aromatizzata al cocco.

prodotti al cocco
Foto di gruppo dei miei attuali must have a base di Coconut Oil

 

Di seguito trovate una breve recensione di ognuno di loro. Ci tengo a precisare che si tratta di una mia semplicissima e più che modesta opinione personale, basata sul mio tipo di pelle (a tendenza mista e delicata) e sui miei capelli (lunghi, mossi e trattati). Come avevo proceduto per l’aloe, anche qui dividerò i vari prodotti in base alle loro funzioni.

CURA DEI CAPELLI

Shampoo lisciante Garnier Ultra Dolce all’olio di cocco & burro di cacao

Shampoo lisciante Garnier Ultra Dolce all'olio di cocco & burro di cacao

Questo shampoo dal gradevolissimo profumo al cocco va davvero a domare il crespo. E lo fa in maniera egregia, nel senso che i capelli a fine lavaggio sono già così morbidi che eventualmente si potrebbe anche saltare lo step districante del balsamo. Il potere lisciante è dato dal fatto che in effetti va a “spianare la strada”, cioè va ad agevolare il lavoro di piega con spazzola e phon o il passaggio della piastra. Anche sul fatto di nutrire non posso che confermare: il capello risulta più voluminoso, visivamente più corposo.

Balsamo Splend’Or addolcente al cocco

Balsamo Splend'Or addolcente al cocco

Credo che questo balsamo non abbia bisogno di grandi presentazioni. Non conosco nessuno che non lo abbia provato almeno una volta sulla propria chioma. E tutti alla fine ne rimangono soddisfatti. C’è chi non ama particolarmente la forte profumazione al cocco un po’ troppo persistente, che rimane sui capelli anche per un paio di giorni. A me invece piace pure quella, soprattutto in pieno inverno, soprattutto quando le giornate si fanno grigie, e si può dare almeno ai capelli una calda nota olfattiva estiva in barba alla foschia invernale. L’ho acquistato in uno di quei minimarket sul lungomare che hanno un po’ di tutto, dai generi alimentari ai giochi per la spiaggia, dalla focaccia ancora calda alle ciabatte. Il prezzo è davvero irrisorio, intorno ad un euro, ma la resa è ottima. Io di balsami ne ho provati tanti, sia di professionali, presi dal parrucchiere, sia di fascia medio-bassa, e posso confermare che come districa lo Splend’Or non districa nessun altro. Mi piace sperimentare e provare prodotti di marche diverse, ma alla fine torno sempre da lui, che riesco a reperire un po’ dappertutto, pronto all’occorrenza per essere utilizzato anche a fine giornata nella doccia calda a gettoni dello stabilimento balneare.

Latte spray keratina e cocco di Bottega Verde

Latte spray keratina e cocco di Bottega Verde

Questo spray con keratina e olio di cocco ce l’ho da più di un anno. L’ho alternato ad altri prodotti per domare le chiome ribelli, ed essendone rimasto poco più della metà ho deciso di portarlo in vacanza. Devo dire che lì, e cioè al mare, ha trovato il luogo ideale per esplicare la sua funzione nella maniera più efficace possibile. Si sa che il clima marittimo una piccola pecca ce l’ha. La piccola pecca è che secca tantissimo i capelli. Io già li ho tendenzialmente secchi e crespi di mio, figuriamoci dopo un’intera giornata in spiaggia, con annesso bagno e relativa salsedine. Ebbene questo latte spray che in tutto il resto dell’anno era rimasto relegato in ultima fila nell’armadietto del bagno, al mare ha finalmente raggiunto la giusta consacrazione. Ad ogni shampoo, dopo aver tamponato i capelli con l’asciugamano, l’ho spruzzato abbondantemente su tutta la lunghezza della chioma. Lasciando asciugare i capelli all’aria (d’estate faccio un uso limitato del phon), ho ottenuto una “piega” naturalmente mossa ed una capigliatura piacevolmente morbida al tatto. Quindi il mio consiglio è: dare sempre una seconda possibilità ai prodotti che in un primo momento non ci soddisfano al 100%, perché possono invece tornare utili in altre occasioni.

 

CURA DEL VISO

Maschera viso al cocco Royal Beauty

Maschera viso al cocco Royal Beauty

E’ una maschera a base di olio di cocco e olio di avocado, del genere peel off, ovvero di quelle che occorre lasciare in posa per una ventina di minuti nel corso dei quali si solidificherà, formando una pellicola sottile da rimuovere semplicemente “tirando” con delicatezza la maschera da un lato all’altro del viso. Testata dopo una giornata in spiaggia con sole e vento, ha adempiuto a quanto promesso in etichetta, idratando, illuminando leggermente l’incarnato e ammorbidendo la pelle rendendola più elastica. Grandi elogi per questa mascherina che, comprata per pochi euro da Acqua & Sapone, una volta tanto mi permette di dire a gran voce: minima spesa, massima resa!

 

DETERSIONE MANI

Sapone Extra Dolce con olio di Cocco de I Provenzali

Sapone Extra Dolce con olio di Cocco de I Provenzali

Da qualche mese a questa parte ho iniziato a sostituire il sapone liquido per mani con la cara e vecchia saponetta. Volevo testare principalmente l’effetto sulle mani e vedere se e quanto tendesse a seccarne la pelle. Ora non lo so se è per il tipo di saponetta che ho scelto, questa in particolare è un prodotto erboristico a lavorazione artigianale,  senza allergeni del profumo, ma dopo una decina di giorni, posso dire che ad ogni lavaggio mani, la pelle rimane comunque bella morbida. Tra l’altro, lascia un gradevole e intenso profumo di cocco, per niente invadente. Finita questa, voglio provare saponette di altri gusti e fragranze, sempre di questa marca.

 

DETERSIONE CORPO

Doccia crema Palmolive Gourmet Coconut Joy

Doccia crema Palmolive Gourmet Coconut Joy

Trattasi di un doccia schiuma profumatissimo. La fragranza, non c’è nemmeno bisogno di dirlo, è al cocco, ma di un cocco molto dolce. Avete presente il gusto cocco del gelato? Ecco a me ricorda proprio quel profumo, con una nota di base lievemente vanigliata. Altro elemento a suo favore: non secca affatto la pelle ma la lascia davvero morbida, tant’è che a fine doccia a volte evito anche di mettere la crema corpo.

 

E voi come vi trovate con l’olio di cocco? Avete dei vostri prodotti preferiti del periodo, delle scoperte recenti o dei classici “mai più senza” utilizzati da sempre? Siete anche voi in fissa con un particolare ingrediente naturale? Se vi va, raccontate pure con un commento qui sotto. Per il momento, buona continuazione dell’estate.